1979 - XVI Triennale di Milano

L’interno dopo la forma dell’utile.

Nel 1979, con la riapertura della XVI Triennale di Milano, fu bandito dalla stessa, il concorso  internazionale “L’interno dopo la forma dell’utile”, al quale partecipai con un progetto di architettura e design integrale.

A questo concorso, non presentai prototipi  di design, come fecero alcuni concorrenti, ma un progetto vero e proprio di un’abitazione residenziale autonoma completa d’arredo, sviluppato su una dozzina di tavole costituite da cartoncini bristol 50×70 .

Il progetto, mi ha impegnato per un mese tra idee ed esecuzione grafica. I disegni, sono stati realizzati a matita come pure le ombreggiature, mentre ad alcuni particolari è stato dato risalto con pastelli e pellicole trasferibili. Il vecchio metodo grafico, messo a confronto con le attuali tecniche  di grafica computerizzata, che in pochi minuti danno risultati eccellenti, oggi  è irriverente!

Al concorso, ho avuto l’onore di  competere con designers ed architetti bravi, internazionali, come David Palterer, Tomo Ara, Battista Luraschi, Bepi Maggiori, Alberto Benelli, Pino Calzana ed altri, in tutto un’ottantina di giovani concorrenti provenienti da tutte le parti  e quindi per me c’erano pochissime probabilità di classificarmi tra i primi. E invece, questo sconosciuto, si è classificato secondo, dopo David Palterer. Una gran bella soddisfazione!

Il tema del progetto, bandito dalla XVI Triennale, intendeva focalizzare  l’interesse su filosofie progettuali “postfunzionaliste” e sollecitare i partecipanti in un esercizio progettuale  in cui al rigore della funzione si affiancassero i temi dell’irrazionale e dell’immaginario.

Io, l’ho sviluppato così:

“Lontano dall’idea dell’habitat tradizionale, ho cercato di individuare una particolare forma architettonica adatta, forse, a quelle che saranno le esigenze dell’uomo, in una futura dimensione spirituale.

La struttura-copertura, tecnicamente concepita per dare piena sicurezza statica al fabbricato, sorregge una cupola prismatica, detta iperuranica (dal greco iperuranio = sopra-cielo), trasparente che oltre a conferire al fabbricato un aspetto avveniristico, permette il passaggio dei raggi solari che vengono captati da bande orientabili in lega di “Coppersun” poste a mo’ di controsoffittatura con funzione di parasole.

La copertura, oltre a dare autonomia energetica all’abitazione e luminosità all’ambiente, libera lo sguardo, che a differenza del limitativo ed opprimente piano del solaio in muratura, fa così spaziare nel cielo la fantasia dell’uomo proiettandolo nell’infinito e facendolo divenire “monade” in termine Leibniziano  della sua vastità.

Anche nei particolari dell’arredo si è trasferito lo spirito geometrico, che ha suggerito la struttura abitativa, non tanto per uniformare semplicemente il tutto, ma per evidenziare l’influenza che la geometria ha sempre avuto sull’uomo e di come questi torna sovente ad utilizzarla per concretizzare il suo spazio mettendolo in relazione con l’infinito, intelligibile solo attraverso lo spirito.”

Linee guida concorso e lista partecipanti XVI Triennale di Milano (PDF)

Comunicazione ufficiale dell’avvenuta selezione (PDF)

 

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